mercoledì 6 giugno 2012

campanelle

mentre fiorisce la primavera e quasi diventa estate, io sono un po' per aria perche' aspetto una cosa e non arriva.
 
non solo non mi piace aspettare, ma spesso l'attesa fomenta i pensieri che ti portano a convincerti che qualcosa poi non accade.
 
le uniche attese tollerabili sono quelle legate ad un avvenimento fisso (ES: le vacanze), tutto il resto no.

martedì 15 maggio 2012

dolore

ho fatto un piccolo intervento.
cazzo che male, pensavo di tollerare meglio il dolore.
 
riporto questa storia su una tribu' amazzonica ed una del tibet (strano che coincidano).
 
gli uomini cacciano, tagliano gli alberi, combattono altri uomini. se non ci fosse nessuno a fermarli, caccerebbero e taglierebbero alberi anche quando non ce n'e' bisogno.
e' questo il compito delle donne, dire agli uomini quando fermarsi.
il problema della società e' un disequilibrio tra uomini e donne, nessuna donna ha potere o non sa come usarlo.
quando gli indios videro gli stati uniti dissero: "come mai tutte queste cose? le vostre donne sono senza misura, non si accontentano mai".

lunedì 14 maggio 2012

io e l'italia, io e l'italiano

io in genere sopporto molte cose perche' le discussioni basate sul nulla, o che giudico perdite di tempo, cerco di non affrontarle.
 
la frase sopra scritta così sembra giusta; in realtà è sgrammaticata, c'e' un doppio complemento oggetto.
 
il concetto però è vero; i capricci delle donne, i nonsense di mia madre, le idiozie che sento al lavoro, tuttosommato digerisco quasi tutto con il mio capiente stomaco.
fin al momento che sono pieno, e allora tocca a chi tocca; chi dei tre mette la goccia che fa traboccare il vaso, si becca lo sfogo per tutti.
 
e' un modo di operare sbagliato. tipicamente italiano.
dove si tollera tutto (puttane, ruberie, menzogne - tutte cose di berlusconi, peraltro) e poi si arriva al limite e si scende in piazza.

giovedì 3 maggio 2012

andreotti

andreotti sta male.
 
ma perche' il divino (qualora esista) non si porta via questi personaggi prima, quando sono dannosi?
che bisogno c'e' di farli arrivare alla vecchiaia?
 
ho in mente un paio di centinaia di nomi.

venerdì 27 aprile 2012

gomme

sono diversi anni che ho una vettura aziendale.
godo però di continuo quando faccio il pieno con la carta carburante aziendale, quando cambio le gomme o quando la mando in assistenza.
sono le deviazioni di un taccagno.
 
secondo argomento: il rigore economico ci sta spennando e ieri sera sentivo le interviste a gente che ha perso il lavoro e piange. ho pianto anche io e ho pensato a cosa fare se capitasse a me. Probabilmente prelevo tutti i miei averi e scappo in un paese senza l'estradizione. non mi manchereste. e io non mancherei a voi.
 
terzo argomento: vado via per il weekend. siccome non saro' in italia disabilitero' la connessione dati del cell ottenendo che il lavoro non mi seguirà in vacanza.
 
quarto argomento: ieri ho rivisto i miei ex colleghi. ho raccontato quell'aneddoto di me che sto orinando nella mia camera d'albergo ed una cretina insiste a bussare alla porta pensando sia la sua. vado e apro scocciato "cosa c'e'!?" e la stupida "ooh sorry oops" e se ne va. poi mi accorgo che ho ancora il pene fuori dei pantaloni. mi mancano i miei ex colleghi, erano davvero degli amici.

mercoledì 25 aprile 2012

cuerti

e con grande gioia sono qui che lavoro durante un giorno di ferie. sono rimasto troppo indietro, distratto dalle sottane.
 
òa faccenda è che disinteressandomi è migliorato tutto il contesto, benchè io continui ad avere a che fare con degli idioti, che maneggio da lontano per evitare che mi trascinino nei baratri dei loro fallimenti.
in questo periodo se piove mi riesce anche di schivare le gocce.
 
parliamo di cose interessanti.
l'italia e' un paese meraviglioso: un giorno sto mangiando i carciofi alla giudea, il giorno dopo orecchiette alla mozzarella di bufala, il giorno dopo assalto al vassoio dei bolliti.
il mio lavoro ha onestamente dei lati positivi: viaggio, i miei interlocutori sono persone garbate e accoglienti, lo stipendio è più alto di quello che in realtà servirebbe a uno come me per vivere.
il mio lavoro ha onestamente dei lati negativi: è una gran stracciata di palle, lavoro con degli arroganti incompetenti, mi lascia poco tempo libero.
quando viaggiavo all'estero era meglio per certi versi, peggio per altri, ma (escludendo il danaro) in senso assoluto direi che era meglio. però era una scelta da farsi e non la maledico.
 
lo sapevo che sarebbe stato cosi' e per coerenza non mi lamento. è come l'urinata dopo l'asparago.

mercoledì 18 aprile 2012

ciarla's

mi chiedo se io quando parlo di lavoro al telefono sul treno sono così annoiante verso gli altri come questa cretina che ho di fronte.